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regia di Aleksandr Sokurov
Russia 2010, 134'
con Johannes Zeiler, Anton Adasinsky
Faust è un pensatore, un trasmettitore di parole, un cospiratore, un sognatore. Un uomo anonimo guidato da istinti semplici: fame, avidità, lussuria. Una creatura infelice e perseguitata che lancia una sfida al Faust di Goethe. Perché rimanere nel presente se si può andare oltre?
Una delle più grandi ovvietà che si possano dire sul "Faust" di Sokurov, vincitore del Leone d’Oro all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, è che non è un film per tutti. Ma è anche una verità. "Faust" è un film che chiede molto allo spettatore. L’esperienza inconscia prima ancora che razionale è forse la modalità più semplice per affrontare l'opera e i suoi personaggi, che promettono di essere padroni del proprio destino mentre si riducono a schiacciarsi l’uno con l’altro. Il film non è una vera e propria trasposizione dell'opera di Goethe, ma una trattazione filosofica sulle ambizioni di un essere umano, in un contesto in cui tutto sembra caratterizzato dal disfacimento. Non c’è dubbio che per il regista russo l’impianto visivo sia di principale importanza: già nella scelta del formato è l’immagine pura, al tempo stesso meravigliosamente pittorica e sperimentale, antica e moderna come la storia che racconta, a imporsi come il filtro attraverso cui osservare il mondo. "Faust" è un’esperienza ipnotica che lascia una forte traccia del suo passaggio, uno spettacolo di quelli che ripaga l'impegno che domanda.
per approfondimenti:
trailer del film
http://www.youtube.com/watch?v=gViG9jZODMk
sito ufficiale italiano
http://www.archibaldfilm.it/
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